Siamo andati alle Olimpiadi, come spettatori e volontari, non certo come atleti o allenatori.

Sono anni  che viviamo, dedichiamo tempo e passione a questo sport, cerchiamo di essere informati su tutto anche su quello che non è scritto in nessun libro, come potevamo non andare a vedere le Olimpiadi anche solo per fare quattro chiacchiere con gli amici che , come noi, sono anni che dedicano il loro tempo a questo sport?

Ho visto, letto  e sentito con le mie orecchie i commenti sulle impressioni che ha suscitato nella gente, dei cosi detti “non addetti ai lavori” dopo la Sprint del giovedì 19 e dopo la staffetta mista del sabato 21 febbraio.

 Anche a noi sarebbe piaciuto vedere qualcosa di più affine allo sport che proponiamo ai ragazzi, ma i tempi e i modi delle Olimpiadi non sono i nostri, vi dico, abbiate pazienza che ci arriveremo se faremo sentire la nostra voce.

Quando andate in montagna accendete il primo strumento di autosoccorso, cioè il cervello, poi l’artva, e portate pala e sonda che in questi giorni non si può vedere e sentire tutte le morti in montagna associate allo scialpinismo, questo non fa bene al nostro sport perché diamo la sensazione di uno sport pericoloso e non lo è quando viene fatto in modo corretto.

Ritornando alle Olimpiadi vissute da “spettatore informato” sulle tribune vi posso assicurare che, a parte i risultati dell’Italia intesi come squadra e non solo come atleti ( attenzione al concetto), è stata una meraviglia, avere a fianco spettatori  da tutto il mondo tifando le proprie nazioni è stata una sensazione Olimpica!

Abbiamo fatto qualche foto e video per farvi vedere e immaginare le sensazioni che abbiamo avuto.

Questo è lo spirito olimpico !!!

Poi parleremo e lavoreremo su tutto il resto….  cara Manuela di Centa  e caro Fabio Meraldi.